Istruzione primaria e montagna- 1. Italia, Paese di montagna

INTRODUZIONE

Chi ama frequentare zone di montagna, che sia per turismo, ragioni lavorative oppure semplicemente per residenza, non può non notare lo stato di progressivo abbandono che interessa queste aree: villaggi deserti ormai in rovina, abitati da pochi anziani o frequentati solamente da  villeggianti, pascoli e alpeggi abbandonati, strutture in degrado. Chi è avvezzo a tornare in montagna da decenni o chi è tornato ora dopo esserci stato da bambino avrà inoltre sicuramente riscontrato un triste mutamento del paesaggio e la perdita di vivacità delle località montane.
Lo spopolamento delle aree rurali oltre a provocare un senso di malinconia,  rappresenta una realtà assai più allarmante: le comunità di montagna rischiano di perdere la propria identità culturale, i patrimoni storici e culturali si deteriorano perdendo valore, le innumerevoli tradizioni spesso millenarie spariscono per sempre, le attività economiche vengono abbandonate. Inoltre aumenta il dissesto idrogeologico, causato dalla mancata cura del territorio  e dall’abbandono dell’attività di manutenzione dei corsi d’acqua utilizzati in passato per l’irrigazione. Effetto da non dimenticare e di rilevante importanza, è una parallela cementificazione e congestione dei centri urbani da cui ne deriva un progressivo aumento dei problemi di degrado ambientale.


Lo scopo della tesi è indagare sulle molteplici cause dell’abbandono dei piccoli villaggi montani, porgendo particolare attenzione alle conseguenze della chiusura delle scuole primarie in queste aree. Nella prima parte sarà esposto il problema dello spopolamento; successivamente si faranno alcune considerazioni sul rapporto tra abbandono della montagna e mancanza del servizio scolastico pubblico, indicando per quest’ ultimo alcune ipotesi alternative rispetto a com’è stato fin’ora concepito, partendo dall’analisi del caso della scuola parentale di Peio, un paesino nella Provincia Autonoma di Trento che si è opposto alla chiusura della scuola primaria e che ha dato alla luce un servizio scolastico unico nel suo genere.



L'abbandono dei villaggi di montagna.


Peio Paese, Val di Sole, Trentino.




I.                        ITALIA, PAESE DI MONTAGNA


L’Italia è un paese di piccoli comuni (secondo i primi dati del Censimento ISTAT 2011 oltre il 70% dei comuni ha meno di 5000 abitanti); la maggior parte di essi è classificata come comune parzialmente o totalmente montano[1]: dai dati ISTAT-UNCEM 2008 emerge che il 43,7% dei comuni italiani si trova in montagna e che oltre il 54% del territorio nazionale è costituito da conformazione montuosa e collinare, la quale va a influenzare fortemente la densità della popolazione, molto inferiore a quella delle aree non montane.
Tabella 1. Il numero di comuni italiani montani e non montani, 2011
Comuni
v.a.
%
Montani
3.538
43,7%
Non montani
4.554
56,3%
Italia
8.092
100,0%
Fonte: elaborazione IFEL – Dipartimento Economia Territoriale su dati Istat, 2011

Un altro dato importante riguarda il numero dei comuni italiani montani per classe demografica: la maggior parte di quelli con meno di 2.000 abitanti è classificato come totalmente montano (64,5%, vedi Tabella 2).
Tabella 2. Il Numero di comuni italiani montani e non montani, per classe demografica, 2011
Classe di ampiezza demografica
Montani
Non montani
v.a.
%
v.a.
%
0 – 1.999
2.272
64,5%
1.249
35,5%
2.000 – 4.999
886
41,0%
1.276
59,0%
5.000 – 9.999
253
21,2%
939
78,8%
10.000 – 19.999
91
13,0%
610
87,0%
20.000 – 59.999
32
7,8%
380
92,2%
60.000 – 249.000
4
4,3%
88
95,7%
>=250.000
0
0,0%
12
100,0%
Totale
3.538
43,7%
4.554
56,3%
Fonte: elaborazione IFEL – Dipartimento Economia Territoriale su dati Istat, 2011





[1] Il carattere di montanità del comune è stato definito dalla legge 25 luglio 1952, n. 991, art.1: “sono considerati territori montani i Comuni censuari situati per almeno l'80 per cento della loro superficie al di sopra di 600 metri di altitudine sul livello del mare e quelli nei quali il dislivello tra la quota altimetrica inferiore e la superiore del territorio comunale non è minore di 600 metri”; per la definizione viene tenuto conto anche il reddito imponibile medio per ettaro. Secondo la legge, la Commissione censuaria deve compilare e mantenere aggiornata la lista di questi comuni; sebbene questo articolo sia stato abrogato dall'art. 29, L. 8 giugno 1990, n. 142, la lista dei comuni montani è rimasta congelata alla data di entrata in vigore della nuova normativa (legge sulle Comunità Montane).  

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